Il problema non è scattare, è che nessuno manda niente
A una festa di compleanno si scatta più che a un matrimonio, perché non c’è un fotografo e quindi il lavoro se lo prendono tutti. Il risultato è che la serata esiste in cinquanta copie parziali, una per telefono, e nessuna di queste copie è la vostra. Voi avete le tre foto che avete fatto voi, più due che vi ha girato vostra sorella.
Chiedere le foto dopo non funziona mai, e non perché la gente sia scortese: funziona male perché richiede che qualcuno, tre giorni dopo, apra la galleria, selezioni, aspetti il caricamento e vi mandi tutto. È un lavoro, per quanto piccolo, e in cambio non c’è niente. Durante la festa invece è un gesto di dieci secondi fatto mentre si aspetta il dolce, e in cambio si vede subito la propria foto comparire accanto a quelle degli altri.
Per questo il codice va sui tavoli e non in un messaggio mandato il giorno dopo. Tutti quelli che hanno il codice aprono la stessa galleria: si carica e si guarda dallo stesso posto, quindi i primi tre che partecipano tirano dentro tutti gli altri. Con il piano a pagamento si caricano anche i video; la galleria, invece, si può proiettare con qualsiasi piano, a schermo intero sul televisore della sala — è la stessa pagina web aperta su uno schermo più grande, non un’app per la TV, ma su una parete bianca raddoppia il numero di persone che si ricordano di caricare.