Le foto del battesimo sono sempre nel telefono sbagliato
Un battesimo è fatto di momenti che durano pochi secondi e che voi, quel giorno, non state guardando: siete girati verso il fonte con il bambino in braccio mentre il padrino, due file più indietro, sta riprendendo la vostra faccia. Quella ripresa è la foto migliore della giornata, e tre mesi dopo sarà ancora nel telefono del padrino.
Il problema non è la buona volontà. Il problema è che chiedere le foto a quindici persone significa quindici conversazioni separate, tre rispondono subito, gli altri dicono «te le mando stasera» e poi la vita va avanti. E quelle che arrivano passano dalla chat, quindi arrivano schiacciate a un decimo del peso — si vede subito se poi provate a stamparne una.
Un codice stampato su un cartoncino cambia il momento in cui si chiede: non tre settimane dopo, ma mentre la gente è seduta ad aspettare l’antipasto e ha già il telefono in mano. Inquadrano, scelgono le foto dal rullino, scrivono il proprio nome la prima volta e hanno finito. I file vengono salvati come sono stati scattati, senza ricompressione. Con il piano a pagamento arrivano anche i video — i primi passi incerti verso la torta valgono dieci foto — e si aggiunge il libro degli ospiti digitale, dove chi vuole lascia due righe o registra un breve saluto per il bambino, da fargli vedere quando avrà vent’anni.